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	<title>pompei &#8211; Naples Grand Tour</title>
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	<title>pompei &#8211; Naples Grand Tour</title>
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		<title>La storia degli scavi dell&#8217;area Vesuviana</title>
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				<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 17:30:47 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>L&#8217;inizio: Carlo di Borbone Quando e come Pompei è stata scoperta? Gli scavi ebbero inizio nel 1748, durante il regno di Carlo di Borbone, Re delle Due Sicilie, con l&#8217;intento prevalente di conferire prestigio alla casa reale. La ricerca archeologica [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h4><strong>L&#8217;inizio: Carlo di Borbone</strong></h4>
<p>Quando e come Pompei è stata scoperta? Gli scavi ebbero inizio nel 1748, durante il regno di <strong>Carlo di Borbone</strong>, Re delle Due Sicilie, con l&#8217;intento prevalente di conferire prestigio alla casa reale. La ricerca archeologica era generalmente intesa come mero strumento operativo del collezionismo e, in quanto tale, passatempo di ricchi nobili. Purtroppo questo ovviamente portò ad un risultato sociale negativo: i tesori restavano a discrezione solo di pochi. Re Carlo, da sempre sovrano illuminato, pensò quindi di sistematizzare gli scavi e le scoperte portate alla luce: <strong>l&#8217;Accademia Ercolanense</strong> servì proprio ad esporre ed illustrare scientificamente i reperti, mentre si decise di procedere per nuclei compatti della città. Nel 1763 si avviò il primo vero scavo open air: il percorso di visita si presentava tremendamente inagevole, perchè tra un&#8217;area di scavo ed un&#8217;altra c&#8217;erano enormi cumuli di terra. Il permesso di visita veniva rilasciato dal re: ai visitatori era impedito di realizzare schizzi, per mantenere inedite le grandi scoperte in corso. Ma dal 1799 la storia di Napoli e dell&#8217;intero Regno assunse un nuovo volto&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="size-medium wp-image-6297 aligncenter" src="http://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.53.57-1-300x184.jpeg" alt="" width="300" height="184" srcset="https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.53.57-1-300x184.jpeg 300w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.53.57-1-768x472.jpeg 768w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.53.57-1.jpeg 788w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>1799</strong></h4>
<p>Anche la storia di Pompei passa attraverso le numerose dominazioni che si avvincendarono sulla nostra città. Nel gennaio 1799 le truppe francesi del <strong>Generale Championne</strong>t, misero in fuga <strong>Ferdinando IV</strong> e proclamarono la cosiddetta &#8220;Repubblica Napoletana&#8221;. Championnet si dimostrò uomo colto e consapevole, riuscendo a far proseguire velocemente gli scavi di Pompei: oggi una delle ville da visitare porta proprio il suo nome! La grande impennata della campagna di scavo si ebbe dal 1806: <strong>Gioacchino Murat</strong>, re di Napoli durante il decennio francese, e sua moglie Carolina Bonaparte diedero il maggior apporto di sempre ai lavori di scavo su Pompei. Purtroppo, ancora una volta gli eventi politici reduci dalla Restaurazione del 1815 determinarono una nuova lentezza nei lavori di scavo: solo con l’Unità d’Italia nel 1861 le attività ripresero con nuovi orientamenti. Il radicale cambiamento fu dovuto anche alla felice scelta di affidare la direzione a <strong>Giuseppe Fiorelli,</strong> che intraprese l&#8217;incarico con un rigore sistematico ed una chiarezza di intenti totalmente nuovi: la modernità al servizio dell&#8217;antichità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="size-medium wp-image-6298 aligncenter" src="http://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.01-1-300x187.jpeg" alt="" width="300" height="187" srcset="https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.01-1-300x187.jpeg 300w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.01-1-768x479.jpeg 768w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.01-1-1024x638.jpeg 1024w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.01-1.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Ventesimo secolo</strong></h4>
<p>L&#8217;inizio del 900 vide un rapido avvicendarsi nella direzione degli scavi di Pompei. Nel 1911 fu incaricato <strong>Vittorio Spinazzola</strong>. Il suo metodo risultò assolutamente innovativo: convinto che le indagini archeologiche precedenti avevano spesso danneggiato alcuni edifici, privandoli del piano superiore quando esistente, propose così di lavorare dall&#8217;alto verso il basso. In questo modo, riuscì innanzitutto a lasciare intatta la natura di alcuni edifici, ma soprattutto a mettere in risalto la natura vivacemente commerciale dell&#8217;antica Pompei, riuscendo a liberare Via dell&#8217;Abbondanza. Il suo successore, <strong>Amedeo Maiuri</strong>, raccolse la sua eredità. Fu direttore degli scavi dal 1924 alla sua morte, nel 1963, il periodo senza dubbio più ricco di sempre: dalle intuizioni precedenti, Maiuri lavorò tutta la vita per mettere in luce la grande umanità di Pompei, in quanto nucleo urbano attivo e a tratti vicinissimo alle nostre città moderne. Portò a termine i grandi restauri post-bellici e liberò le mura dal terreno accumulato durante i secoli, definendo finalmente il vero circuito della città. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/11.2.0/72x72/1f3db.png" alt="🏛" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-6300" src="http://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.05-1-300x203.jpeg" alt="" width="300" height="203" srcset="https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.05-1-300x203.jpeg 300w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.05-1-768x520.jpeg 768w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.05-1-1024x693.jpeg 1024w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.05-1.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img class="size-medium wp-image-6299 alignright" src="http://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.04-1-300x203.jpeg" alt="" width="300" height="203" srcset="https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.04-1-300x203.jpeg 300w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.04-1.jpeg 620w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Oggi</strong></h4>
<p>Il racconto dei lavori di scavo condotti nella città antica di <strong>Pompei</strong> serve a dare innanzitutto la giusta importanza alla ricerca scientifica. Il rispetto della fragilità del passato garantito dal giusto metodo ci ha lasciato una grandissima eredità: la profonda conoscenza della storia, nella quale abbiamo la fortuna di passeggiare. Eppure Pompei non smette, ancora oggi, di riservarci meravigliose sorprese: il &#8220;<strong>Grande Progetto Pompei</strong>&#8221; nasce nel 2011, ed ha inteso rafforzare l’efficacia delle azioni e degli interventi di tutela nell’area archeologica di Pompei mediante l&#8217;elaborazione di un programma straordinario ed urgente di interventi conservativi, di prevenzione, manutenzione e restauro. Il nostro immenso patrimonio rappresenta il nostro passato, presente e futuro: la sua cura e il suo rispetto sono i motori che ci spingono ad aggiornarci sempre, a studiare per risolvere le nostre incertezze e a condurre il nostro lavoro nel modo più intenso e professionale che conosciamo!<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/11.2.0/72x72/1f50d.png" alt="🔍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-6301" src="http://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.07-1-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.07-1-300x225.jpeg 300w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.07-1-768x576.jpeg 768w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.07-1-1024x768.jpeg 1024w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.07-1.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img class="size-medium wp-image-6302 alignright" src="http://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.09-1-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.09-1-300x225.jpeg 300w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.09-1-768x576.jpeg 768w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.09-1-1024x768.jpeg 1024w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-18.54.09-1.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Il Vesuvio e le sue Eruzioni</title>
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				<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 16:44:59 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Storie da un Vulcano&#8230; &#160; 79 d.C. Il nostro appuntamento è degli eventi più importanti e tragici della storia antica d&#8217;Italia e della nostra Regione: l&#8217;Eruzione Vesuviana del 79 d.C. Fino a qualche anno fa, la fonte autorevole più affidabile [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h4><strong>Storie da un Vulcano&#8230;</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>79 d.C.</strong></h4>
<p>Il nostro appuntamento è degli eventi più importanti e tragici della storia antica d&#8217;Italia e della nostra Regione: l&#8217;Eruzione Vesuviana del 79 d.C. Fino a qualche anno fa, la fonte autorevole più affidabile restava le lettere di <strong>Plinio il Giovane</strong>. In questi scritti, raccontò la tragedia dell&#8217;eruzione sia dal suo punto di vista che da quello dello zio, che morì proprio durante questo drammatico evento. Si è sempre collocata l&#8217;eruzione nel giorno 24 agosto, ma numerosissimi risultati scientifici hanno spostato la data al 24 ottobre. Com&#8217;è stato possibile esserne certi? Indubbiamente grazie al perfetto stato di conservazione di alcuni oggetti. È Il grande miracolo che ci permette ad oggi di camminare nella storia di <strong>Pompei, Ercolano</strong> e delle altre città colpite dall&#8217;eruzione è proprio questo. Ogni forma di vita fu praticamente distrutta dal surge piroclastico e piogge di cenere e lapilli hanno sepolto le città conservandole per sempre.</p>
<h4><img class="size-medium wp-image-6272 aligncenter" src="http://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-17.51.15-1-272x300.jpeg" alt="" width="272" height="300" srcset="https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-17.51.15-1-272x300.jpeg 272w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-17.51.15-1.jpeg 429w" sizes="(max-width: 272px) 100vw, 272px" /></h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>472 d.C.</strong></h4>
<p>Non solo 79 d.C.! Ci sono state tante altre eruzioni famose come quella del 472 d.C., anche detta &#8220;di <strong>Pollena Trocchia</strong>&#8220;. Il nostro CEO, Raffaele, è originario di questa località alle falde del Vesuvio, ed ha lavorato come archeologo ad un progetto chiamato apolline project. Quest&#8217;eruzione ebbe una forza tale, da coprire di polveri e cenere ancora moltissimo da portare l&#8217;intera Europa, fino ai suoi confini merdiorientali. Anche se Pompei ed Ercolano restano gli esempi più famosi, la zona vesuviana conserva ancora tesori nascosti che meritano di essere scoperti! Tra tutti, gli ambienti termali, probabilmente appartenuti ad una villa. Al suo interno, sono stati riconosciuti anche i resti di due bambini, forse gemelli e morti a causa della stessa malattia. Le grandi campagne di scavo borboniche, però, dimostrano che questa zona fosse già conosciuta: alcuni materiali della villa furono oggetto di spolio, e riutilizzati per una parte del…. Il <strong>Real Teatro di San Carlo</strong>!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="size-medium wp-image-6275 aligncenter" src="http://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-17.51.19-1-300x157.jpeg" alt="" width="300" height="157" srcset="https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-17.51.19-1-300x157.jpeg 300w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-17.51.19-1.jpeg 650w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>1631</strong></h4>
<p>Napoli era capitale del Viceregno spagnolo: una città dinamica e affollatissima. Questa vitalità iniziò a compromettersi proprio a partire dal dicembre del 1631: dopo cinque secoli di quiescenza, numerose avvisaglie precedettero quest&#8217;altra grandissima eruzione. I giorni precedenti, terremoti e lacerazioni del suolo anticiparono ciò che si verificò la mattina del 16 dicembre: si aprì una frattura nel fianco del vulcano, da cui fuoriusciva una colonna di fango e lava, che addirittura raggiunse le città distanti quasi 20 chilometri. Anche in questo caso, si aggiunsero numerosi fenomeni esplosivi: cenere e gas ricoprirono il cielo per giorni. Ancora oggi, i napoletani ricordano questo lontano 16 dicembre: ogni anno, si celebra anche in questa data il miracolo di San Gennaro. Si dice, infatti, che solo la sua statua seppe fermare l&#8217;eruzione, e porre ancora una volta fine alle sofferenze del popolo napoletano.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/11.2.0/72x72/1f30b.png" alt="🌋" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="size-medium wp-image-6277 aligncenter" src="http://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-17.51.21-1-300x214.jpeg" alt="" width="300" height="214" srcset="https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-17.51.21-1-300x214.jpeg 300w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-17.51.21-1-768x548.jpeg 768w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-17.51.21-1-1024x730.jpeg 1024w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-17.51.21-1.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>1944</strong></h4>
<p>Concludiamo il nostro racconto delle eruzioni vesuviane che hanno segnato la storia con l&#8217;utimo evento eruttivo, straordinariamente vicino a noi. Era il 18 marzo del <strong>1944</strong>: le truppe <strong>anglo-americane</strong> avevano già fatto il loro ingresso in città, la <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong> non si era ancora conclusa. Ancora una volta si assistette alla forza della natura che prendeva il sopravvento: forti colate laviche coinvolsero e un&#8217;ampia nube di veneri e flussi piroclastico coinvolsero tutti i paesi dell&#8217;area vesuviana. Alcune zone furono evacuate per intero, altre subirono danni. La città di Napoli fu risparmiata grazie all&#8217;azione favorevole dei venti, che spazzò via la nube di cenere. I soldati americani, in tempo reale, vivevano con incredulità questo evento. Da quel momento, il Vesuvio versa in uno stato di quiescenza: è tornato ad essere lo sfondo migliore delle nostre passeggiate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="size-medium wp-image-6278 aligncenter" src="http://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-17.51.26-1-300x244.jpeg" alt="" width="300" height="244" srcset="https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-17.51.26-1-300x244.jpeg 300w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-17.51.26-1-768x624.jpeg 768w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-17.51.26-1-1024x832.jpeg 1024w, https://www.naplesgrandtour.com/wp-content/uploads/2020/04/photo_2020-04-20-17.51.26-1.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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